Rifiuti Edili: normative e procedure sulla corretta gestione dei rifiuti ed il loro recupero

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La produzione di rifiuti edili dev'essere sottoposta a criteri di gestioni stilati in piano specifico, che comprende aspetti tecnici sull'organizzazione del cantiere e sul recupero del materiale residuo. Alla base di tale elaborato ci è anche la classificazione del rifiuto stesso in base alla sua origine alla sua pericolosità per la salute ambientale e dei lavoratori, assieme ai Criteri Minimi Ambientali e alle misure adottate per prevenire aspetti critici. Tali direttive sono stare recepite dal D.M. 11/2017.

Rifiuti in cantiere: classificazione di pericolosità

In edilizia i rifiuti sono i prodotti di scarto generati durante i vari processi edili (costruzione, ristrutturazione e demolizione), diversi a seconda dell'operazione di riferimento. La separazione dei rifiuti serve a trattarli e smaltirli in modo differente, secondi criteri stabiliti dall'Elenco Europeo dei Rifiuti CER, che lo definisce la loro pericolosità mediante un codice a 6 cifre, costituito da 3 coppie di numeri: la prima identifica la categoria o attività che genera i rifiuti, la seconda il processo produttivo e la terza il singolo rifiuto.

Dopo prelievi di campioni e successive analisi di laboratorio, il tecnico incaricato dell’analisi chimica, in collaborazione con il Coordinatore alla Progettazione della Sicurezza (CSP), ha il compito di classificare il rifiuto per redigere gli elaborati progettuali e nel contempo analizzare i potenziali rischi sia per i lavoratori sia per l’ambiente circostante, in relazione alle attività e alle lavorazioni dello specifico cantiere quali inquinamento, contaminazione, esposizione dei lavoratori a terreni inquinati, a materiali derivanti da demolizione che rientrano nei rifiuti tossici e speciali etc. e la eventuale scelta delle modalità di stoccaggio dei rifiuti.

I Criteri Minimi Ambientali

Il cantiere necessita di controlli e verifiche costanti dei potenziali impatti ambientali, tali da individuare le modalità con cui le imprese intendono gestire i rifiuti prodotti in cantiere. Questo è possibile attraverso i Criteri Ambientali Minimi (CAM), ovvero le indicazioni guida per ridurre l’impatto ambientale, dal progetto alla costruzione, intervenendo su diversi aspetti: consumo di materie prime non rinnovabili, consumo e degrado di suolo, consumi energetici ed idrici, produzione di rifiuti, e sfruttamento degli operai.

I CAM sono stati recepiti dal D.lgs. 50/2016 "Codice degli appalti" (moderato dal D.lgs 56/2017), che ne ha reso obbligatoria l'applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. Per i cantieri, sono validi CAM Edilizia (introdotti con il Decreto Ministeriale 11 Ottobre 2017).

Le specifiche del Piano Gestione rifiuti cantiere

Nella sezione 2.5 del D.M. 11/2017, vengono esplicitate le “Specifiche tecniche del cantiere”, che dovrebbero essere contenute nel Piano di Gestione dei rifiuti di cantiere o nel Piano di Gestione ambientale del Cantiere.

Innanzitutto, le demolizioni e le rimozioni di materiali devono essere eseguite in modo da favorire il trattamento e recupero dei materiali tramite la demolizione selettiva”, un'operazione che comprende la rimozione e il trattamento sicuro delle sostanze pericolose per facilitare il riutilizzo e il riciclaggio di materiali residui.

Pertanto, nel Piano di Gestione dei rifiuti in cantiere dovranno essere indicati quindi le modalità di realizzazione della demolizione, le tipologie di rifiuti tramite i codici CER e le quantità presunte che si ipotizzano di dover gestire, i trasportatori e gli impianti presso cui si prevede di inviare i rifiuti o le modalità di trattamento del rifiuto in cantiere, se opportuno.

Impatto ambientale e criticità

Al fine di ridurre i rischi ambientali, la relazione tecnica per il cantiere prevista dai CAM Edilizia deve contenere anche l’individuazione puntuale delle possibili criticità legate all’impatto nell’area di cantiere e alle emissioni di inquinanti sull’ambiente circostante, come:

  • le misure adottate per la protezione delle risorse naturali, paesistiche e storico-culturali presenti nell’area del cantiere
  • le misure per implementare la raccolta differenziata nel cantiere, la demolizione selettiva e il riciclaggio dei materiali di scavo, costruzione e demolizione
  • le misure adottate per aumentare l’efficienza nell’uso dell’energia e minimizzare le emissioni di gas climalteranti
  • le misure per l’abbattimento di rumori e vibrazioni, prodotte dalle varie operazioni
  • le misure per garantire il risparmio idrico e la gestione delle acque reflue
  • le misure per l’abbattimento delle polveri e fumi
  • le misure per garantire la protezione del suolo e del sottosuolo
  • le misure per ridurre l’impatto visivo del cantiere

In Italia, organi come l’ANPAR (Associazione Produttori Aggregati Riciclati) e l'ANCE (Associazione Nazionale Cantieri Edili) si occupano di divulgare aspetti tecnici e normativi delle corrette operazioni edili e di gestione dei rifiuti destinati al riutilizzo. È il caso del webinar organizzato lo scorso 28 Maggio e che ha visto partecipare anche LabAnalysis Group.

Se interessato o per maggiori informazioni, contattare
mail@laserlab.it

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